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Il turismo italiano si salva con il professionismo!

Alex 2.0 KornfeindNel nostro ambiente, machista come tanti altri settori, molti imprenditori e altrettanti dirigenti hanno sete di riconoscimenti – una presidenza, un posto da consigliere, una poltrona nell’associazione – e quando riescono ad ottenerli spesso cambiano perfino caratterialmente il loro rapporto con l’esterno o con l’entourage che li ha sostenuti fin lì. Persone così, lo sappiamo, son sempre esistite ma nel nostro settore son in aumento, un po’ come le recenti percentuali a due cifre date del nostro Ministro del Turismo.

Si propongono per i “comitati scientifici”, i famosi “tavoli”, per la “task force”, il “planning group”, insomma tutte quelle cose che possano portarli in evidenza sia sulla stampa sia nelle fiere di settore quando occorre stringer mani. Già, sono quelli che quando ti stringono la mano dopo tre parole, guardandoti a metà fra il Commissario Montalbano e l’Orazio di CSI Miami – quello rossiccio per intenderci -, recitano “Io sono uno pragmatico” che ricorda chi, sempre stringendoti la mano, dice: “fidati sono una persona onesta”. Ma se lo è che bisogno ha di comunicarlo?

Ho conosciuto persone così ma quelli per i quali la lavagna dei tollerati trova sempre meno spazio sono i presuntuosi. Veri e propri “turisti” del turismo, che per il solo fatto di aver acquistato una licenza A+B, in città o nel paesino dove google map non arriva, si elevano a strateghi del marketing, vaneggiano di improbabili network, si circondano di venditori e ancelle yes man, acquistano tutti i domini internet legati alle parole: albergo, turismo, vacanze e così via. Per questi provincialotti il turismo è solo “bottoncini da premere” su freesoftware o fatto in casa dai loro ancor più saccenti programmatori, che non parlano l’inglese e a malapena parlano la lingua italiana. Sbruffoni. Arroganti. Nutrono il bisogno di sentirsi al di sopra della gente comune. Dell’Agente comune. Quello che tutte le mattine tira su la saracinesca e accende il computer attivando i codici; quello che in questi periodi sta ancora ore al telefono ad ascoltar musiche dai centralini dei tour operator. Quello che però vanta un suo solido e preciso riferimento quotidiano: il Cliente.

I presuntuosi hanno bisogno di sentirsi al di sopra di tutti anche se spesso frequentano il settore da poco. Pensano che offrendo due cene si creino i presupposti di un’amicizia da pacche sulle spalle. Son convinti, da ultimi arrivati, di essere i migliori in assoluto quando non son nemmeno indicizzati per nome e cognome né lo sono le loro presunte attività turistiche. Trovano Direttori Tecnici che sono al tempo stesso i commerciali di zona di qualche tour operator o di qualche compagnia di navigazione, sperando di poter così trarne qualche vantaggio. Sfruttano stagiste che non pagano. Vantano migliaia di offerte sui loro siti, difficili da navigare anche per i più smaliziati, mentre la loro agenzia non ha nemmeno un gestionale ad hoc e trenta clienti consolidati. Per questo ricaricano le vendite del trenta per cento a parenti e amici, sperando di far cassa. Mirano ai bigliettini da visita “utili” frequentando tutte le fiere di settore. Pensano che trecento “amici” su Facebook – per di più ammiccanti sconosciute con lo stesso cognome – serva loro a vendere il pacchetto improvvisato con l’agriturismo di zona. Esibiscono all’occhiello di abiti grigi o blu, camicia azzurra e – orrore – polsini slacciati, simboli associativi troppo appariscenti. Parlano senza guardarti, che fa molto “Billionaire di provincia”, non distinguendo un booking engine da un GDS o da un allotment. No grazie, il turismo nazionale non ha bisogno di questi avventurieri. Diciamo loro di smettere. Il turismo passivo danneggia tutti noi!

La persona capace è umile. Il professionista capace sa che non può realizzare nulla da solo, ma soltanto grazie all’apporto degli altri. Il professionista umile sa che il successo nel suo mestiere dipende non solo da studi e conoscenze ma anche da circostanze e, perché no, un pizzico di fortuna. Il professionista non dà importanza ai riconoscimenti ma solo a ciò che riesce a creare nel suo quotidiano. Cliente dopo cliente. Con gentilezza. Con educazione. Con professionalità. Con cultura. Il professionista ascolta, studia e mette in atto.

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16 to “Il turismo italiano si salva con il professionismo!”


  1. Andrea Vecci scrive:

    Bello! Vero! Condivido e rilancio: ti propongo anche la “passione” che alimenta l’attesa, l’umiltà, lo studio e la pazienza per le gratificazioni che prima o poi arriveranno. Per fortuna la passione è come la professionalità, non si può improvvisare nè trasmettere pigiando il tasto di un software.

  2. monique scrive:

    é sempre stato cosi però , non crediate che l’improvvisati siano solo frutto di questi anni , figli dei network o delle agenzie in franchising ….. ci sono sempre stati e sempre ci saranno.
    Noi abbiamo una licenza dal 1968 e siamo ancora qui , abbiamo subito crisi e sofferto ma alla fine il nostro modo di lavorare si è ripagato .
    I questo momento di crisi, tante adv che magari in passato ci avevano abbandonato per i grandi T.O. hanno riscoperto che 40 anni sulla piazza valgono qualcosa , che forse non offriamo sempre i prezzi più bassi ma che il cliente torna soddisfatto e torna !
    non è semplice perchè dall’altra parte ci mancano i T.O. stranieri …. ma noi siamo ancora qui a crederci e a rinventarci.
    Buona giornata a tutti
    MONIQUE

  3. Paolo Zaccheo scrive:

    Non sarà un po’ troppo “personale” questo post?
    Lo volevo dire ma poi non lo dico perché me lo sono riletto.
    Ti dico invece “te l’avevo detto!”
    Ci conosciamo ormai da 10 anni ed è da allora che stiamo sperimentando, studiando e proponendo ben consci che di Expedia ce n’è uno e basta quello.
    Sono d’accordissimo con quanto ha aggiunto Andrea. E’ la passione e la curisoità per quanto riusciremo ad inventare che ci fa andare avanti.

  4. monique scrive:

    Caro Paolo , meglio troppo personale di stupidagini generiche infarcite di parolone , inglesismi e varie … che sentiamo tutti i giorni . Questa è la voce di tanti di noi , non credi ???
    fra 10 anni saremo ancora qui a raccontarcele !

    ciao

  5. Francesco scrive:

    Caro Alex, sto solo chiedendomi CHI è stato a provocarti questo sfogo…sì perchè di soggetti come quelli da te descritti ce ne è una pletora. Non c’è anfratto del nostro paese che non abbia un guru locale del turismo e della comunicazione. Fatte tutte le debite eccezioni (che – lo ricordo – confermano la regola) allora ti spieghi ancora meglio perchè il turismo italiano non va e non riesce a stare al passo, con risorse perse in mille rivoli (e parlo quindi di un livello subregionale) con operazioni oscure, ripetitive, obsolete che vediamo per un anno ad una fiera e poi mai più orchestrate da questi sedicenti esperti.

  6. alex kornfeind scrive:

    @francesco: non nessuno sfogo. Solo constatazioni in un’afosa notte di mezz’estate. C’è bisogno di un cambio di passo. Dobbiamo esaltare i professionisti e quelli che si spendono per il turismo. Stiamo vivendo infiltrazioni da cultura politica della peggior specie dove il turismo sembra sempre più una carovana da far west.
    @monique: :-) ma io son anche quello dei paroloni e degli inglesismi! Chi mi conosce però sa che son dietro un banco d’agenzia dal 1994…online.
    @paolo: no. Nothing personal per carità. Però sai bene che molti pensano che vendere per vendere anche un salumaio potrebbe fare l’agente. Peccato che da noi entrano con il salame sotto il braccio chiedendo lo sconto altrimenti vanno a comprarlo alla salumeria a fianco.
    @andrea: :-) hai colto. Sì la passione è il carbone della nostra attività. Un po’ come le prime locomotive. Noi agenti pala in mano e dentro a lavorare sudando per correre più veloci. La passione è tutto.

  7. toscano valdarnotto scrive:

    Bello, vero, reale! E’ cosi con queste linee che è nato il “turismo” in Italia. Post Personale? Si, ma aderente alla stragrande maggioranza di tutti noi adv, t.o. ecc. ecc., principianti, giovani, meno giovani, vecchiotti, “imprenditori”, eredi e discendenti del “turismo”; si perchè questo è il”sistema turismo” italiano nato così per caso orfano di genitori e di maestri. Gli incontri, meetings, tavoli e salotti rispecchiano l’ambizione primaria di far conoscere alla platea del momento quanto sei più abile, la tua strategia vincente, nei confronti dei tuoi ascoltatori del momento alla ricerca di vantaggi propri.
    E’ di vitale importanza che TUTTO il comparto turistico cresca e migliori, soluzioni singole ed individualistiche non potranno produrre che momentanee e sterili prospettive. Una presidenza, un posto di “responsabilità” magari in un network o associazione? Bene siamo arrivati, sentirsi appagati è bello, essere fermati per una stretta di mano ed “obbligare” in forza della carica “conquistata” ad ascoltarti per ore di ….argomenti inutili che lasceranno il tempo che trovano e quindi tutto come prima.
    Esempio: networks. Progetto in anni migliori di unire forze e concentrare capacità organizzative, tecniche, professionalistiche ed altro. Strategia certamente vincente se condotta al raggiungimento di vantaggi per l’intera categoria; ne avrebbero beneficiato tutti: dettaglianti e grossisti e clienti. A me pare invece che dopo un periodo di vantaggi individuali ed egoistici, l’esperimento si sia già esaurito, a scapito generale di adv e clienti in primis, a ruota seguono network e t.o. che rimangono oggi con il pugno di mosche sottratto e penso più deboli di prima.
    Sono perfettamente d’accordo; il turismo italiano si salva con il professionismo. Ma il professionismo va studiato, guadagnato ed onestamente praticato. Alla porta i falsi professionisti e predicanti.

  8. monique scrive:

    ciao Alex …. lo so per questo ho commentato oggi !
    comunque si possono anche usare se si sa cosa vogliono dire !
    io sono molto pragmatica , meno parlare e più fare … infatti vi ho sempre seguiti in silenzio ultimamente mi sta prendendo un pò il vs. morbo scribbachino.

    ciao a tutti !

  9. Che bell’articolo, e quant’è vero!!! Mi sono prmesso di stampare l’ultima parte e di attaccarla in camera mia…anche se sono convinto che occorrerebbe stamparne a migliaia!

  10. Plinio scrive:

    bell’articolo, io cambio la parola professionista con amante del turismo e del cliente, Se ami il cliente sarai corrisposto, il cliente capisce che lo ami.Fregatevene dei TO lavorate con amore cercando per i vostri clienti la soluzione migliore e specialmente su misura. Importante è sapere dove li mandate , in giro ci troviamo in mezzo ad una palude di destinazioni fasulle e pericolose.
    Plinio

  11. Nuccia scrive:

    Bellissimo post, condivido ogni parola. Mi riconosco, con ben poca umiltà :-) nella tua descrizione finale: passione, dedizione, studio. L’attenzione al cliente e lo sguardo al futuro. Sempre in azione, sempre all’attacco per non subire il mercato. La nostra adv non è “antica”, l’esperienza certo conta, ma a volte non basta. Ho conosciuto agenti incartapecoriti e arroccati sulle loro posizioni, distanti anni luce dai loro “nuovi” clienti. Mi fa molto piacere che tu abbia parlato di cultura, quella no, non si improvvisa! Sono convinta che sarà proprio la cultura degli agenti professionisti che farà la differenza, perchè io ho fiducia, credo che alla lunga i meriti vengano riconosciuti e i bluff scoperti. Bisogna resistere alle intemperie, noi seguiamo il consiglio di Steve Jobs ” Bisogna utilizzare i momenti di crisi per studiare, in modo da essere pronti e i primi nella ripresa”
    Nel mio film sono i buoni a vincere!

  12. Marilena scrive:

    Ciao Alex,

    bellissimo il tuo articolo ! esprime a pieno i miei pensieri sugli avventori degli ultimi anni che quando li incontri alle Fiere o ai workshop si distinguono dai veri Professionisti da 1 chilometro di distanza.

    E’ vero, ultimamente si incontrano sempre più buffoni “quaquaraquà” ma mi fanno solo sorridere perchè appena aprono bocca capisci subito che sono tutto fumo e niente arrosto.

    Qualche volta mi è anche capitato che questi “soggetti” al di sopra della loro saccenza, mi chiedano anche di spiegargli come funziona qualcosa di veramente elementare e le prime volte ci sono pure cascata a insegnargli l’ abc ma ora li lascio con un palmo di naso con qualche battutina, che forse nemmeno capiscono.

    Anche se è vero che sono pericolosi perchè discreditano sempre di più il vero Agente di Viaggio e rovinano il mercato turistico, ma il loro non sapere e non rendersi conto fà si che fisiologicamente scompaiano dopo pochissimo tempo.

    La mia soddisfazione è il riconoscimento che ho quotidianamente dai miei clienti che dopo 20 anni di onorata attività mi mandano i loro figli, amici di amici e parenti. La miglior pubblicità che esista.

    Saluti e cordialità,

    Marilena Brogioni

    P.S. Guadagneranno anche facile facile ma……..le beghe legali son tutte le loro ;-) ….e le isole felici all’estero son quasi tutte occupate ;-)

  13. Michele scrive:

    Ancora una volta un post di assoluto spessore.

    Alex fotografa, con precisione cinicamente chirurgica, da un lato il desolante panorama di una, ahimè, lunga serie di attori che animano il teatrino di un canale distributivo – quello tradizionale – sostanzialmente legato a logiche di mercato anacronistiche e “colluse” con un sistema turistico paese “politicizzato” e improvvisato e, dall’altro, dà voce ad un bisogno sempre più dilagante di professionalità, serietà, correttezza, dedizione, passione ed attenzione alle esigenze della clientela finale.

    Non posso che sottoscrivere il tuo invito alla sobrietà Alex, al basso profilo, ma soprattutto alla professionalità di cui parli, vero volano di un turismo serio, impegnato e orientato realmente ed eticamente all’esperienza del viaggio piuttosto che al mero consumo di un determinato prodotto turistico….

    Ritengo che – mutuando le parole della giornalista Cavallieri in suo celebre articolo sul turismo – in un contesto in cui “le mete del nuovo secolo hanno a che fare più con le emozioni che con la geografia e in cui “l’unico viaggio ancora consentito resta quello dell’inseguimento di un sogno, di un’idea, della propria irrinunciabile e a volte solitaria vocazione”, la vera sfida dell’Agente di Viaggio, sottoposto sempre di più alla pressione commerciale di Networks, T.O. ecc., si giochi interamente sulla qualità del prodotto offerto, nello sfruttamento delle moderne tecnologie e nell’splorazione di nuovi canali distributivi.

  14. Valentina scrive:

    Ciao,
    sono tra quelle agenzie di nuova costituzione. Per scelta non ci siamo affiliati a nessun network, non abbiamo fatto corsi di formazione lampo per imparare il mestiere. Proveniamo dall’ambiente turismo , lavorando da diversi comparti ma la cosa che mi colpisce quando un cliente entra nella mia agenzia è che si congratuli con noi perchè da noi non manca mai un sorriso. Mi rendo conto che abbiamo ancora l’euforia della nuova apertura, della prima attività in proprio… ma mi stupisco che i miei colleghi agenti a volte siano “annoiati” dai clienti. Si è vero, i clienti sanno mettere a dura prova la nostra pazienza e la nostra passione ma purtroppo sono loro che ci fanno vivere. Quando entriamo in qualsiasi negozio per acquistare ci aspettiamo che la commessa sia gentile, educata, simpatica e ci faccia sentire speciali anche se alla fine non compriamo niente. Purtroppo molti ormai, forse stanchi dalla professione, partono dal presupposto che a loro tutto sia dovuto, e che se in clienti non vogliono comprare da loro beh ben gli stà se gli succede qualcosa.
    Un esempio lo riporto velocemente: circa due mesi fa è entrata una cliente che aveva acquistato un pacchetto di viaggio presso un’altra agenzia storica della mia zona (30 anni di attività circa), chiedendomi cosa poteva fare per annullare il suo viaggio. Ovviamente le ho consigliato di rivolgersi alla sua agenzia di fiducia e la signora mi ha comunicato che glielo aveva chiesto ma che le ragazze al banco l’hanno mandata via in malo modo perchè è arrivata 5 minuti dopo la chiusura dell’agenzia. ovviamente si commenta da solo…!!!
    Io ho cercato di risponderle in modo da non intaccare la reputazione dei colleghi (non è mai bello sparare contro gli altri) ma per mia fortuna la cliente da quel momento è sempre venuta da me per i suoi viaggi.
    Non volgio colpevolizzare nessuno ma purtroppo a volte siamo noi stessi che ci diamo la zappa sui piedi.

  15. Ignazio scrive:

    ciao a tutti sono un giovane aspirante agenti di viaggio.

    Volevo sapere se qualcuni sa darmi indicazioni e link per fare corsi è diventare agente di viaggio. Basta la partita iva? Esuste un albo professionale degli agenti di viaggio? Ho un cartellino professionale di riconoscimento? grazie a chi mi vuole aiutare!

  16. alex kornfeind scrive:

    Ma bene… Ma bravo Pellegrino… Dai e dai magari ce la facciamo a buttare a mare i cialtroni, i furbetti del touroperatorino e i turisti del turismo che citavo nel post :-)



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