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JOSP Tourism Summit

Quella che segue è un’importante sintesi dei lavori che si sono svolti al JOSP Tourism Summit. Credo che gran parte del turismo “organizzato” debba leggere e riflettere.
Un mio commento? Sono deluso dalle conclusioni. ;)

Il JOSP Tourism Summit nasce in considerazione dei fenomeni che hanno caratterizzato il settore turistico negli ultimi anni. Il primo decennio del nuovo secolo è caratterizzato infatti da un evidente cambio di paradigma nel mondo del turismo che richiede una seria riflessione.
Per contribuire alla definizione delle possibili modalità di gestione della “nuova sfida” da un punto di vista strategico, organizzativo e tecnico, l’Opera Romana Pellegrinaggi, supportata dal Ministero del Turismo italiano, ha voluto coinvolgere i principali operatori del settore per una discussione aperta.

Il tema del Summit: “Tourism: the paradigm shift?”
In passato il turismo veniva vissuto con finalità di svago e le esperienze di viaggio consistevano essenzialmente in momenti di riposo ed opportunità per interrompere la “routine”.
Oggi, in un contesto di globalizzazione, emerge la mancanza di un paradigma dominante e condiviso relativamente all’esperienza del viaggio. La situazione appare confusa.
JOSP Tourism Summit si pone l’obiettivo di individuare i concetti chiave da porre al centro delle valutazioni e delle azioni che gli operatori del settore dovranno condurre per superare l’attuale momento di transizione.

Risultati della sessione di lavoro: highlights

Per consentire una più agevole lettura, gli argomenti trattati nel corso del Summit sono stati organizzati e riepilogati in base allo schema previsto dalla metodologia applicata nella sessione di lavoro (cfr. “regola delle 5 W”).

WHO?
Turista vs. Viaggiatore

Appare evidente la distinzione tra “turista” e “viaggiatore”: il “turista” va tradizionalmente alla ricerca di sicurezza e comodità ed è solo parzialmente interessato alla “conoscenza”; il “viaggiatore” attribuisce particolare valore all’experience che passa attraverso il viaggio ed è sempre più informato, esigente e selettivo rispetto a prezzo, assistenza tecnica e organizzativa. Dati statistici confermano infatti che circa il 30% del totale dei turisti stimati a livello mondiale (c.a. un miliardo) intraprende un viaggio per motivazioni di tipo culturale e religioso.
Il viaggio non rispecchia più un bisogno ma un desiderio
Il viaggio continua ad essere un’esigenza irrinunciabile e chi viaggia va sempre più alla ricerca di una “esperienza” che pone l’essere umano al centro dell’attenzione.
Pluriidentità
Il turista moderno è globale e non ha più un’identità statica (cfr. origini, ruoli nella società, occasioni di viaggio).

WHAT?
The human being needs culture and to meet with other people

La consapevolezza del prossimo e la ricerca di luoghi fonte di “emozioni” è sempre più presente tra coloro che viaggiano. Il trend relativo alle iniziative di Value Grounded Tourism rappresenta una testimonianza in tal senso.
Semplicità e autenticità

La ricerca della semplicità e dell’autenticità nelle esperienze di viaggio è in continua crescita.
Value for money
Chi viaggia chiede agli operatori trasparenza, rispetto ed alti standard qualitativi dei servizi (cfr. low cost NOT low services).
Crystal clear informations
Chi viaggia ha bisogno di informazioni chiare, organizzate e cristalline sui servizi e sulle iniziative disponibili.
Recognition
Chi sceglie di viaggiare cerca luoghi che rispecchiano il suo modo di essere ed i suoi interessi.

WHERE? WHEN? WHY? … HOW?
Think globally and act locally

L’azione di ciascun operatore, per quanto attuata in un contesto locale, ha un impatto sul sistema turistico globale. E’ necessario analizzare i problemi in maniera globale cercando il dialogo con tutti gli stakeholders, definendo una common strategy ed agendo per il common good.
La persona al centro
La “persona” deve essere “al centro” delle attenzioni di tutti gli operatori del settore ed è importante che gli operatori definiscano le proprie azioni ponendosi nella giusta prospettiva. La percezione degli operatori sulle priorità e sulle potenziali criticità appare infatti talvolta differente rispetto a quella dei viaggiatori.
Turismo sociale
E’ indispensabile definire una politica sociale del turismo che tenga in considerazione le reali disponibilità sia economiche sia di tempo dei viaggiatori. Contemporaneamente, la formazione all’accoglienza è da considerarsi un’importante responsabilità di tutti gli operatori del settore e degli amministratori pubblici.
Destagionalizzazione e decentralizzazione
Si tratta di eccezionali opportunità per il turismo che necessitano di un’analisi e di una forte attenzione da parte degli operatori.
Miglioramento della comunicazione
La stile di comunicazione degli operatori del settore necessita un ripensamento. I vecchi stereotipi sono superati ed il turista si aspetta di poter comunicare utilizzando strumenti diversificati e con un nuovo linguaggio più semplice, accessibile e comprensibile.
Possibili azioni a sostegno della domanda
Le principali azioni individuate riguardano: innovazione, politica di prezzi (b2c), partnership e intermodalità tra operatori (b2b), organizzazione di eventi speciali sul territorio e formazione.

Conclusioni
Gli operatori del turismo e le istituzioni partecipanti al JOSP Tourism Summit, consapevoli dell’importanza del loro operato in una logica di common good, si sono rese disponibili a sviluppare le questioni rilevate attraverso un costante dialogo, condizione fondamentale per arrivare alla definizione del “nuovo paradigma”.

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Post Metadata

Data
5 febbraio 2010

Autore
Paolo Zaccheo

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