Disastro Turismo. Cosa facciamo?

Ho ascoltato con piacere Elena David, presidente AICA, parlar chiaro all’appuntamento in Assolombarda “il Turismo… conta” http://tinyurl.com/aica-turismoconta ma ahinoi, a Milano, il turismo a quell’incontro… contava le assenze. Mancavano infatti sia la Brambilla sia Marzotto, caduto in moto, annunciati da tempo in programma. Dibattito dodecafonico e afono ma i risultati sono lì matematici nella loro drammaticità.
A mio avviso anche i GDS hanno contribuito a creare questa voragine poco facendo per supportare gli albergatori. Ora solo Amadeus si impegna con Federalberghi? Stiamo a vedere. Winteler (Alpitour) e Fargnoli (EBIT e UILTUCS) hanno sorpreso la platea con i loro interventi volti a creare una reale filiera portando al tavolo tour operators e agenzie nonchè chiamando a gran voce una cabina di regia concreta per il turismo. http://tinyurl.com/noci-turismo
Non solo all’appuntamento AICA ma anche a SMAU il turismo… contava le assenze, seguendo il testo di Luigi Ferro nel suo recente editoriale su 01net! “Anche Renato Brunetta non si è fatto vedere, così come ha saltato il turno anche il ministro del Turismo Michela Vittoria Brambilla. L’anno scorso, proprio a Smau, aveva annunciato l’arrivo, anzi il ritorno di Italia.it. A un anno di distanza stiamo ancora aspettando la versione definitiva, e quel poco che si è visto non ha certo suscitato entusiasmi. A sostituirla è arrivato Eugenio Magnani, responsabile del suo staff, che ha concluso, senza dire nulla di interessante un miniconvegno, molto mini, sul turismo e le nuove tecnologie. Non ha neanche voluto nominare Italia.it perché ormai porta sfiga.”
L’articolo completo del bravo Ferro in merito a SMAU qui http://tinyurl.com/smau-senzaministri mentre qui troviamo un altro articolo che chiama in causa il turismo al forum IAB http://tinyurl.com/iab-polemica-turismo Eugenio Magnani invece non ha detto nulla di interessante nemmeno in Assolombarda all’incontro AICA se non che è capace di fare jogging a Dubai alla mattina o quanto meno ci prova… Ma cosa possiamo fare per questo nostro bello ma sempre più disastrato settore?








Alex,
ormai la Sig.ra Brambilla ha raggiunto il suo scopo e , seppur senza portafoglio, riuscirà ad indirizzare risorse verso il nulla.
Anche il Sig. Marzotto mi sembra instradato nella direzione giusta.
La situazione NON cambierà.
Fantomatici consulenti iper esperti di turismo che continueranno a fare quello che è successo fino ad oggi con italia.it. Bruciare del denaro pubblico.
Ma noi – che siamo la base – non dobbiamo mollare e dobbiamo continuare a creare aziende in grado di competere nel mercato collaborando con quei piccoli imprenditori che ancora oggi- lontani dai riflettori della politica- riescono ad attrarre visitatori in Italia generando reddito per loro e per l’intera filiera. Io non mollo il mio Paese alla politica del NON fare. W l’impresa che produce, W la sana Italia.
Ciao Alex, Sandro ha scritto proprio quello che ti avevo detto in occasione del nostro incontro a Milano. Grazie Sandro!
Pertanto, sto scoprendo sempre più delle iniziative da parte delle istituzioni finalizzate a sviluppare e migliorare il sistema turistico italiano. Una di queste è I Turismi: un progetto di Fondirigenti in collaborazione con Confindustria e Federmanager. Ho avuto il piacere di partecipare ad un workshop sui sistemi di qualità che si è tenuto a Lecce. Nella platea erano rappresentati tutti i player dell’incoming: albergatori, agenti di viaggio, APT e aziende di trasporti. Hanno lavorato sodo seguendo il formatore Roberto Mollica nel capire problematiche e opportunità e sviluppare piani di miglioramento per le regioni di competenze (I Turismi coinvolge 6 aree del sud tra Sardegna, Puglia, Sicilia e Basilicata).
Il mio compito è stato di presentare in un intervento l’importanza delle recensioni scritte dai viaggiatori nell’ottica di un sistema di qualità autorevole che includa anche la reputazione on-line. Valuto questo approccio estremamente positivo.
Penso che valutare il tutto sui livelli di ministro & co non porta nessuna novità utile. Iniziamo da noi, come dice Sandro. Creiamo un piano di sviluppo basato su obiettivi misurabili, creiamo un tavolo con i stakeholders ai quali quei obiettivi interessano. Presumo che sia difficile farlo su livello nazionale, ma se ogni centro, area ecc. riuscirebbe a farlo, credo che avremo una situazione nuova sulla quale lavorare. Cavoli, SIAMO l’Italia!
Brevemente Michele.
Ma se ci sono persone profumatamente pagate per farlo, perché dovrei sostituirmi a loro “a gratis”???
Caro Alex,
non ti preoccupare che al posto del Magnani….
…questa notizia non l’ho commentata subito perché ero fuori dagli stracci e avrei rischiato di dire cose che penso ma che non posso dire desiderando salvaguardare la mia libertà personale.
A molti non potrà dire nulla, che è poi la stessa cosa che è successa a me quando ho sentito per la prima volta quel nome, però lavoro nel turismo e quindi la intendo nel senso che mai e poi mai mi sarei aspettato tanta (§§§censura§§§) nella decisione della Brambilla e del Matteo; si, il Marzotto. Paolo Rubini è il nuovo General Manager dell’Enit (Ente Nazionale del Turismo); mentre i più diranno, chi è… e ecchisenefrega.
Un momento, andiamo per gradi.
Il turismo in Italia è la maggiore fonte di income nelle casse erariali, mentre nell’indotto di questo comparto lavorano oltre due milioni di persone, e l’Italia è “naturalmente” il Paese più bello del globo.
1 + 1 = 2 e quindi perché non approfittarsene?
Certo, e pertanto ci saremmo aspettati un fior fiore di nomina, ossia qualcuno che avesse due “palle così” in questo mestiere, ma Paolo Rubini che cosa c’azzecca?
La “sciura Brambilla” dichiara: “Visto il curriculum del dottor Paolo Rubini ed accertato che il dottor Rubini è in possesso di comprovati e adeguati requisiti tecnico-professionali in relazione ai compiti istituzionali dell’Enit…”, si legge nel protocollo firmato il 5 agosto.
Sarà vero, ma nel curriculum del futuro braccio destro di Marzotto di turismo non v’è traccia: responsabile della ‘banca dati’ dei Circoli della libertà, ex responsabile dell’audit interno dell’Isvap, è vicepresidente, ma di cui credo sia proprietario, della StemWay Biotech, specializzata nel congelamento di cordoni ombelicali.
Insomma, cellule staminali e quindi l’associazione di categoria che raggruppa le imprese nazionali ed estere operanti nel settore della ricerca e dei servizi in materia di cellule e tessuti umani.
???…Forse che il suo “possesso di comprovati e adeguati requisiti tecnico professionali in ambito turistico ed Enit” sia da limitare alla probabile settimana bianca o qualche giorno al mare…???
Riprendo la dicitura “responsabile della banca dati dei Circoli della Libertà” e allora capisco, mentre penso a quante cose avrebbe da dirmi e da insegnarmi sul turismo il Rubini in un eventuale confronto a quattrocchi.
Vabbè, un’occasione “per me” andata persa!
Quello che fa “rabbia e stupore” è che tutte le associazioni, enti, sindacati, università e chi più ne ha più ne metta; sono state zitte.
Chissà mai che a toccare la suscettibilità della ministra, potrebbe portare delle serie conseguenze?
Ed i bloggers italiani che di turismo si occupano?
Silenzio anche loro, indistintamente tutti, ma non noi, no di certo.
Questa è solo la prima puntata perché, dalle prime dichiarazioni del Paolo Rubini, ne arriva una che è grossa e tutta uno spasso, merita un post soltanto per sé e ve la racconto, non appena posso, un pò più avanti.
Forse domani.