ADV Italia Blog

la community degli agenti di viaggio italiani. Turismo 2.0

Posts by alexk:

    Eden Viaggi, nuovi canali e le agenzie di viaggio. Il comunicato.

    novembre 20th, 2009

    logo_edenviaggiADVItalia ha ricevuto nel pomeriggio di oggi, 20 novembre 2009 da Eden Viaggi. il comunicato che qui di seguito riportiamo. Lo stesso è già stato spedito via newsletter alla lista delle nostre migliaia di agenzie iscritte.

    Lo Staff ADVItalia

    ———————-

    Gentile Agente,

    Vorremmo richiamare la Tua attenzione per offrire un chiarimento circa l’iniziativa Tradedoubler che nasce dall’esigenza di sollecitare maggiore attenzione nei confronti del nostro Sito Internet; come ben sai, ”Insieme sul Web” il canale b2c di Eden Viaggi, è legato al programma “Melagenzia”: il funzionamento è subordinato tassativamente alla scelta da parte del Cliente finale, di un’Agenzia di Viaggi iscritta, in fase di eventuale conferma del pacchetto (per info e dettagli clicca sul seguente link  http://www.edenviaggi.it/insiemesulweb ).

    Cosa è Tradedoubler? È una Web Marketing Company  (www.tradoubler.com ) che consente a coloro che si associano (Aziende di ogni natura e settore merceologico molto visitate), una maggiore visibilità sui siti degli Aderenti, attraverso l’implementazione all’interno di essi di un banner. cliccando su questo banner, l’Utente che si trova a navigare nel sito dell’Aderente, accede al sito dell’Azienda associata. Sull’eventuale transazione andata a buon fine che l’Utente confermerà sul sito dell’Azienda associata, l’ Aderente percepirà un riconoscimento*.

    Chi sono gli Aderenti? Tutti coloro che possiedono un sito internet e che accettano di ospitare nel proprio sito il banner di un’Azienda associata a Tradedoubler.

    Come funziona per Eden Viaggi:

    1. Eden Viaggi ha sottoscritto un accordo di co-marketing con Tradedoubler per aumentare la visibilità del proprio sito nel quale vengono pubblicizzate tutte le Agenzie di Viaggi che hanno aderito al programma Melagenzia.

    2. Tradedoubler implementa, p.es, sul sito dell’Aderente “Quotidiano.it” il banner di Eden Viaggi.

    3. Tutti gli Utenti che navigano nel sito di “Quotidiano.it”, vedono il banner di Eden Viaggi.

    4. Qualora un Utente clicchi sul banner accede tramite link, al sito di Eden Viaggi.

    5. Qualora l’Utente fosse interessato a valutare un preventivo di viaggio entrerebbe nell’area “Insieme sul Web” con ovvi benefici per Eden Viaggi e le Agenzie di Viaggio che hanno aderito al progetto. Ricordiamo altresì che l’utente potrà scegliere Agenzie di Viaggio che non abbiano ancora aderito al progetto Melagenzia ed alle quali saranno concesse quarantotto ore per iscriversi e confermare la pratica dell’Utente.

    Risulta evidente quindi che qualsiasi Utente entri nel sito di Eden Viaggi, attirato da Banner o qualsivoglia Newsletter, non potrà fare altro che entrare nell’area “Insieme sul Web” che ha dinamiche chiare e di assoluto rispetto per la Rete Distributiva Agenziale.

    L’obiettivo comune è quello di intercettare insieme coloro che effettuano acquisti abitualmente on-line.

    *Vi è stato un fraintendimento circa il compenso destinato agli Aderenti che non potrà superare la misura del 5%: la forbice 8% – 12% riportata nella comunicazione si riferisce esclusivamente ai livelli di remunerazione riservati alle Agenzie di Viaggi partners di Eden Viaggi.

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    Disastro Turismo. Cosa facciamo?

    novembre 3rd, 2009

    Alex Kornfeind

    Ho ascoltato con piacere Elena David, presidente AICA, parlar chiaro all’appuntamento in Assolombarda “il Turismo… conta” http://tinyurl.com/aica-turismoconta ma ahinoi, a Milano, il turismo a quell’incontro… contava le assenze. Mancavano infatti sia la Brambilla sia Marzotto, caduto in moto, annunciati da tempo in programma. Dibattito dodecafonico e afono ma i risultati sono lì matematici nella loro drammaticità.

    A mio avviso anche i GDS hanno contribuito a creare questa voragine poco facendo per supportare gli albergatori. Ora solo Amadeus si impegna con Federalberghi? Stiamo a vedere. Winteler (Alpitour) e Fargnoli (EBIT e UILTUCS) hanno sorpreso la platea con i loro interventi volti a creare una reale filiera portando al tavolo tour operators e agenzie nonchè chiamando a gran voce una cabina di regia concreta per il turismo. http://tinyurl.com/noci-turismo

    Non solo all’appuntamento AICA ma anche a SMAU il turismo… contava le assenze, seguendo il testo di Luigi Ferro nel suo recente editoriale su 01net! “Anche Renato Brunetta non si è fatto vedere, così come ha saltato il turno anche il ministro del Turismo Michela Vittoria Brambilla. L’anno scorso, proprio a Smau, aveva annunciato l’arrivo, anzi il ritorno di Italia.it. A un anno di distanza stiamo ancora aspettando la versione definitiva, e quel poco che si è visto non ha certo suscitato entusiasmi. A sostituirla è arrivato Eugenio Magnani, responsabile del suo staff, che ha concluso, senza dire nulla di interessante un miniconvegno, molto mini, sul turismo e le nuove tecnologie. Non ha neanche voluto nominare Italia.it perché ormai porta sfiga.”

    L’articolo completo del bravo Ferro in merito a SMAU qui http://tinyurl.com/smau-senzaministri mentre qui troviamo un altro articolo che chiama in causa il turismo al forum IAB http://tinyurl.com/iab-polemica-turismo Eugenio Magnani invece non ha detto nulla di interessante nemmeno in Assolombarda all’incontro AICA se non che  è capace di fare jogging a Dubai alla mattina o quanto meno ci prova… Ma cosa possiamo fare per questo nostro bello ma sempre più disastrato settore?

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    Turismo 2.0? Una risorsa scarsamente utilizzata dagli agenti.

    settembre 26th, 2009

    alex kornfeind

    Il Web 2.0 entra ovvio anche nelle agenzie e cambia il modo di lavorare ma è utilizzato poco e male. Il fenomeno 2.0 ha preso l’avvio dall’emergere di un insieme di tanti nuovi strumenti e piattaforme che la clientela, talvolta assieme agli stessi fornitori delle agenzie, utilizza quali blog, wiki, social network, ecc.

    Su Facebook, per esempio, sono pochi i colleghi titolari e i banconisti che seriamente pensano ad intercettare la propria clientela e/o utilizzano lo strumento per migliorare le performance di vendita dei prodotti. La piattaforma viene utilizzata, nella stragrande maggioranza dei casi, per postare in bacheca commenti molte volte inutili e/o scambiare fotografie personali nonchè chattare fra amici e colleghe.

    Il ruolo fattivo del rapporto basato sull’ubiquità delle nuove tecnologie per intercettare il turista – puntando sugli aspetti tipici della relazione e avendo come target la fidelizzazione – si disperde con l’utilizzo poco appropriato degli strumenti. Il rischio è di far assomigliare la propria agenzia sempre più alla pubblicità indesiderata che troviamo nelle caselle di posta.

    Dopo l’iniziale periodo di diffusione dei social network, queste logiche di relazione e partecipazione diffusa si stanno spostando all’interno delle organizzazioni turistiche apportando un veloce cambiamento del ruolo che le persone svolgono in azienda. Il collega banconista e il titolare diventano “Amici” del cliente che a sua volta può essere anche un “Fan” dell’agenzia stessa.

    Un utilizzo superficiale dei social network, senza mantenere una continuità nei rapporti e la necessaria strategia d’ingaggio della relazione, non è utile e potrebbe essere addirittura controproducente.

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    Il turismo italiano si salva con il professionismo!

    agosto 2nd, 2009

    Alex 2.0 KornfeindNel nostro ambiente, machista come tanti altri settori, molti imprenditori e altrettanti dirigenti hanno sete di riconoscimenti – una presidenza, un posto da consigliere, una poltrona nell’associazione – e quando riescono ad ottenerli spesso cambiano perfino caratterialmente il loro rapporto con l’esterno o con l’entourage che li ha sostenuti fin lì. Persone così, lo sappiamo, son sempre esistite ma nel nostro settore son in aumento, un po’ come le recenti percentuali a due cifre date del nostro Ministro del Turismo.

    Si propongono per i “comitati scientifici”, i famosi “tavoli”, per la “task force”, il “planning group”, insomma tutte quelle cose che possano portarli in evidenza sia sulla stampa sia nelle fiere di settore quando occorre stringer mani. Già, sono quelli che quando ti stringono la mano dopo tre parole, guardandoti a metà fra il Commissario Montalbano e l’Orazio di CSI Miami – quello rossiccio per intenderci -, recitano “Io sono uno pragmatico” che ricorda chi, sempre stringendoti la mano, dice: “fidati sono una persona onesta”. Ma se lo è che bisogno ha di comunicarlo?

    Ho conosciuto persone così ma quelli per i quali la lavagna dei tollerati trova sempre meno spazio sono i presuntuosi. Veri e propri “turisti” del turismo, che per il solo fatto di aver acquistato una licenza A+B, in città o nel paesino dove google map non arriva, si elevano a strateghi del marketing, vaneggiano di improbabili network, si circondano di venditori e ancelle yes man, acquistano tutti i domini internet legati alle parole: albergo, turismo, vacanze e così via. Per questi provincialotti il turismo è solo “bottoncini da premere” su freesoftware o fatto in casa dai loro ancor più saccenti programmatori, che non parlano l’inglese e a malapena parlano la lingua italiana. Sbruffoni. Arroganti. Nutrono il bisogno di sentirsi al di sopra della gente comune. Dell’Agente comune. Quello che tutte le mattine tira su la saracinesca e accende il computer attivando i codici; quello che in questi periodi sta ancora ore al telefono ad ascoltar musiche dai centralini dei tour operator. Quello che però vanta un suo solido e preciso riferimento quotidiano: il Cliente.

    I presuntuosi hanno bisogno di sentirsi al di sopra di tutti anche se spesso frequentano il settore da poco. Pensano che offrendo due cene si creino i presupposti di un’amicizia da pacche sulle spalle. Son convinti, da ultimi arrivati, di essere i migliori in assoluto quando non son nemmeno indicizzati per nome e cognome né lo sono le loro presunte attività turistiche. Trovano Direttori Tecnici che sono al tempo stesso i commerciali di zona di qualche tour operator o di qualche compagnia di navigazione, sperando di poter così trarne qualche vantaggio. Sfruttano stagiste che non pagano. Vantano migliaia di offerte sui loro siti, difficili da navigare anche per i più smaliziati, mentre la loro agenzia non ha nemmeno un gestionale ad hoc e trenta clienti consolidati. Per questo ricaricano le vendite del trenta per cento a parenti e amici, sperando di far cassa. Mirano ai bigliettini da visita “utili” frequentando tutte le fiere di settore. Pensano che trecento “amici” su Facebook – per di più ammiccanti sconosciute con lo stesso cognome – serva loro a vendere il pacchetto improvvisato con l’agriturismo di zona. Esibiscono all’occhiello di abiti grigi o blu, camicia azzurra e – orrore – polsini slacciati, simboli associativi troppo appariscenti. Parlano senza guardarti, che fa molto “Billionaire di provincia”, non distinguendo un booking engine da un GDS o da un allotment. No grazie, il turismo nazionale non ha bisogno di questi avventurieri. Diciamo loro di smettere. Il turismo passivo danneggia tutti noi!

    La persona capace è umile. Il professionista capace sa che non può realizzare nulla da solo, ma soltanto grazie all’apporto degli altri. Il professionista umile sa che il successo nel suo mestiere dipende non solo da studi e conoscenze ma anche da circostanze e, perché no, un pizzico di fortuna. Il professionista non dà importanza ai riconoscimenti ma solo a ciò che riesce a creare nel suo quotidiano. Cliente dopo cliente. Con gentilezza. Con educazione. Con professionalità. Con cultura. Il professionista ascolta, studia e mette in atto.

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    Il web 2.0 nel turismo italiano. Manca la fantasia e la curiosità.

    giugno 20th, 2009

    Alex 2.0 KornfeindLo scenario del turismo in Italia segue, come tanti altri settori merceologici, i nuovi approcci del marketing in un’epoca definita di “contenuti verso contenuti” dove il marketing mix, assieme al passa parola con il gioco “word of mouth/word of mouse”, può concretizzare migliori risultati della tradizionale vendita, promossa dalla maggioranza delle organizzazioni turistiche, del “mall method”.

    Si son oramai definite le strutture fisiche del cambiamento del territorio contestualizzando l’uomo – che vive in aree metropolitane sempre più definite e sempre più wifi – determinando quindi nella mobilità il segno centrale identificante del consumatore e quindi del turista in generale. I luoghi infatti diventano oggi veri e propri media. Architetture, piazze rappresentano messaggi come già Amsterdam città ha dimostrato con la scultura a lettere cubitali posta di fronte al Museo, o la stessa Milano con le mucche colorate, oggetto di foto e video oggi disponibili in rete. Identificazione quindi dell’ipermedia dentro il luogo stesso.

    Lo scenario attuale italiano vive, come il resto del mondo, un contesto sempre più di contenuti generati dai turisti – e dai consumatori in generale nei loro rapporti con i viaggi – ma soprattutto con il nuovo modo di interpretare gli stessi in una modalità sempre più “mordi e fuggi” che ha dato vita al turismo City Break oggi particolarmente attrattivo. Occorre però esaltare il ruolo fattivo della ricostruzione del rapporto di messaggistica per conversare con il turista e con il consumatore puntando in generale sugli aspetti tipici della relazione/conversAzione che punta sull’emotività, l’affettività avendo come target la fidelizzazione di un rapporto che esce quindi dagli schemi consulenziali per assurgere a rapporti di profonda conoscenza se non di amicizia.

    Leggiamo costantemente di tematiche relative agli strumenti e ai servizi per raggiungere un cliente identificato come “web user” con due settori, ovvio, particolarmente attivi in questo ambito ovvero il settore dei trasporti di persone e quello dell’intrattenimento. Spesso però non si approfondiscono tutti gli aspetti della comunicazione integrata in ambito x-marketing, con relativa pubblicità, mentre invece ci sarebbe molto da scrivere/dire per rafforzare comunque gli aspetti di una precisa strategia che l’organizzazione turistica deve avere bene a mente per meglio colloquiare con un turista comunque raggiunto dalle pubblicità delle molteplici destinazioni promosse da siti concorrenti sul multi canale.

    Le aree moda ovviamente riportano agli arcinoti social network, ai blog, ai mini-blog e ai contesti audio-video per meglio informare la clientela interessata al prodotto promosso dall’organizzazione turistica ma, anche qui, poco si fa in ambito co-marketing cross-marketing nonchè per promuovere l’ingaggio del cliente anche solo attraverso dei banali gadget promozionali per favorire quel processo di vendita subliminale, dell’emozione, promossa da chi vende e sperimentando il processo identificativo del cliente che deve essere raggiunto da una precisa campagna promozionale e non via mass advertising.

    Oggi il lavoro di un’attenta organizzazione turistica dovrebbe passare attraverso quattro precise matrici ovvero: 1) credibilità > sfruttando opportunamente il canale di massa dei social network; 2) Contestualizzazione > con l’advertising non più interruzione di contenuti ma au contraire ad offrire contenuti avvalendosi sempre più della way of life dell’individuo; 3) Conversazione > creando i presupposti per cui si parli infatti “People are the message”; 4) Chiarezza > attenzione sugli investimenti di innovazione del prodotto. Occorre che le organizzazioni stabiliscano differenziali chiari;

    Il tutto potrebbe puntare sulle seguenti leve: a) Advertising strategico dove il nuovo advertising è necessità strategica e non mass advertising; b) Mezzi e messaggi. “Ceteris Paribus” Planner importante su quali canali promuovere. Campaign planning multi canale e integrato; c) PR/communication mix verso una relazione e non solo comunicazione; d) Organizzazione catena di valore fra imprese e servizi. Impresa agenzia centro media. Non più silos compartimentati. Qui possiamo dar vita ad un caleidoscopio dove si passa dall’Advertising al Con-vertising (convertire) esempio: Social network; per arrivare al Co-vertising (co-creare) esempio: YouTube; e arrivare quindi all’X-Vertising (multi-advertising) esempio: feed, RSS, blog, mini-blog, wiki.

    Ogni organizzazione turistica è destinata quindi a creare una sua realtà interlocutoria con un turista oggi titolare di una web identity precisa e che condivide la sua vita sui social network o attraverso gli strumenti mobile. L’organizzazione turistica deve riuscire a relazionare con una clientela profilata per meglio identificare i possibili desiderata in termini di viaggi e/o prospettive di viaggio con il fine di proporre il meglio all’utente oggetto della campagna marketing ad hoc.

    Normalmente budget per questi approcci devono essere considerati parte integrata dell’ombrello di proposte che vanno dal marketing alla pubblicità e relazionati alla singola nazione costruita su identità proprie e spesso differenti con paesi limitrofi. Tuttavia un processo di start up 2.0, fuori quello che può essere l’apporto di personale e stager, potrebbe non essere molto costoso comprendendo l’iscrizione e la relativa strategia ad un rilevante numero di siti in modo da favorire quel contesto da me chiamato “Sinapsi Web”. Forse nel settore manca solo un po’ di sana fantasia e curiosità per iniziare ad utilizzare strumenti e precise strategie.

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    Finalmente l’Italia ha il logo che si merita :-)

    giugno 10th, 2009

    alex-kornfeind

    Sono senza parole.

    Ma dove sono le associazioni di categoria? Dove sono gli assessori al turismo regionali, provinciali, comunali e dell’oratorio?

    Dov’è finita la stampa del settore e dove sono gli organizzatori delle fiere e di tutti i master sul turismo? Dove sono finiti tutti?

    Ma possibile che alle soglie del 2010 si debba assistere pure a ciò per il nostro belpaese? Ma qualcuno ha visto il neo Ministro – senza portafoglio – o ha fatto finta di non vederlo?

    Siamo capaci di mandare migliaia di fax alla Colò e non siamo in grado di denunciare che quel logo con l’assistente di Word veniva meglio anche a mia zia Etta di 93 anni?

    Ma possibile? Di male in peggio. Dopo Rutelli ora ci riprova il neo Ministro senza portafoglio.

    No comment. Un cordiale saluto a tutti.

    alex k.

    p.s.: qui maggiori dettagli Magic Italy

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    Il “made in Italy” si promuove in Montenegro. In Montenegro??

    gennaio 19th, 2009

    Oggi tra le solite carte, due belle telefonate, feisbuc, linchedin e un po’ di marcheting qui e là ho ricevuto con le solite mail la niusleter che qui vi riporto:

    TTG Italia 19/01/2009 15.51  “Il made in Italy si promuove in Montenegro”
    Missione in Montenegro per il sottosegretario con delega al Turismo, Michela Vittoria Brambilla, e il sottosegretario al Commercio estero, Adolfo Urso. La missione, che parte oggi, giunge a seguito del primo accordo per il rilancio del made in Italy all’estero, siglato dai sottosegretari Brambilla e Urso. La delegazione è composta da oltre 60 dei più importanti imprenditori italiani, per una missione istituzionale mirata ad impostare le basi per una politica di scambi sia turistici che industriali.

    Sono rimasto esterefatto. Sessanta dei più importanti imprenditori in Montenegro? Beh… dai in effetti erano anni che il turismo montenegrino incrementava le notti nei nostri alberghi, su tutto il territorio nazionale, mentre centinaia di migliaia di turisti italiani sceglievano il Montenegro sia per il weekend sia per la settimana benessere!

    Allora ho pensato che forse è per questo che l’Italia brilla per l’assenza dal consorzio DotCities che vuole rilanciare il turismo con il sito Internet giusto. Pensate: invece dei classici finali in .com e .org. oppure in .fr e uk. perché non utilizzare anche le iniziali della singola città, come avviene già con le targhe delle auto? L’idea, che punta a valorizzare le metropoli e i luoghi d’arte, vede cinque grandi città quali: Parigi, New York, Berlino, Amburgo e Barcellona che hanno deciso di riunirsi in un consorzio. Obiettivo ambizioso ma, ahinoi, nè Milano nè Roma e tanto meno Firenze, Napoli o Venezia ne fanno parte.

    Qui forse ho capito. Infatti se il presidente dell’Enit con un altro imprenditore va a fare la “Parigi-Dakar” in Argentina – è questo è già di per sè divertente per un presidente tutto googlegossip – e la Brambilla se ne va in Montenegro con altri sessanta chi avremmo dovuto mandarci a Parigi per quel consorzio: la Simona Ventura?

    W il Montenegro e magari qualcuno di questi imprenditori riuscirà a costruire laggiù anche qualche villaggio turistico e i montenegrini potranno vestire D&G e comprare più auto italiane.

    alex k.

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    TURISMO 2.0, BENI CULTURALI E GRANDI EVENTI

    novembre 11th, 2008

    [youtube jEpm7ZMtpI4 nolink]

    Il 6 novembre si è svolta a Milano all’Università la Bicocca la conferenza:
    TURISMO 2.0, BENI CULTURALI E GRANDI EVENTI

    Chairman: Mirella Ferrari, Docente – Università Milano-Bicocca

    Il ruolo dell’ospitalità nell’organizzazione dei Grandi Eventi

    I festival, fiere, notti bianche sono grandi eventi di promozione del territorio, oltre che luogo di incontro tra industria e cultura, qualità e mercato. Sotto l’impulso della rivoluzione digitale, stanno rapidamente cambiando le regole della produzione e del marketing. Quale sarà il ruolo dei festival nell’era di Internet e delle tv on demand? Semplici vetrine promozionali di esposizione del prodotto o officine che studiano e sperimentano il nuovo, diventando luoghi di esplorazione per il turista?


    Partecipano
    Paolo Bertagni,
    Caporedattore - Guida Viaggi
    Mirella Ferrari,
    Professore – Università di Milano-Bicocca
    Nicoletta Marangoni,
    Direttore – Travel Net Solution
    Alex Kornfeind. Direttore- Piramide.net
    Marco Venditti, B2B Sales Manager - GIOVE Srl
    Enrico Verga, Country Manager – Z-CARD Italia

    3DOLOMITI “Dialoghi Tridimensionali nelle Dolomiti”
    Virginio Piccin,
    Presidente- Consorzio Dolomiti Belluno
    Giovanni Piccoli,
    Presidente Consorzio Bim Piave
    Alessandro Dibona,
    Presidente – Pangea Italia Srl

    Turismi 2.008

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    Manca un’associazione adeguata???

    luglio 28th, 2008

    Alex KornfeindRiporto, anche con le virgolette, una newsletter che ricevo da Guida Viaggi il 25 c.m. tanto per giustificare i tre punti di domanda nel titolo.

    “Poco si fa per tutelare la rete agenziale dagli ‘attacchi’ esterni, poco si dialoga con i fornitori quando invece siamo entrambi sullo stesso cliente e poco si fa per salvaguardare il nostro lavoro e i nostri margini”.

    Così Simone Canto, responsabile commerciale di Baia di Luna Network. “Mi pare manchi un’associazione adeguata che riesca a raccogliere i malumori e farsene non solo portavoce, ma che agisca a tutela della distribuzione. I risultati in questo senso di Ainet, Fiavet, Federviaggio e chi più ne ha più ne metta sono davanti agli occhi di tutti. Ma non li colpevolizzo, perché non sono altro che l’espressione della distribuzione e forse del settore in generale in Italia, capace solo di sciorinare numeri positivi malgrado la realtà dei fatti e di disgregarsi proprio quando c’è l’esigenza di unirsi negli intenti e nei fatti”.

    Allora cari colleghi? Io mi sento di incoraggiarlo Simone pur senza conoscerlo fondamentalmente per due motivi.

    Il primo è perché rappresenta un network di agenzie di viaggio – in compartecipazione e proprietà – che da anni promuove non solo filosofia ma un sano e robusto pragmatismo e tutti voi sapete quanto in passato io abbia avversato il pragmatismo a senso unico di certi network che molto da noi prendevano per poco dare.

    Il secondo perché finalmente leggo in Canto un disappunto, uno spunto, una volontà del fare nell’ammorbamento totale delle notizie che provengono dalla stampa di settore dei soliti noti attaccati alle cadreghe associative vecchie e nuove che siano.

    Ho già scritto della mia militanza associativa all’ombra di Maccarini, Bertelli, De Scalzi, Marai da un lato e Giannetti dall’altro e su Federviaggio mi sono già espresso su queste pagine ma non posso restare insensibile allo sfogo di un responsabile commerciale di un network che rappresenta di per sé un indotto considerevole in termini di fatturato e clienti serviti.

    Ma è proprio un network che deve affossare gli illustri del secolo scorso, quali Biella e Cassarà, nonché la neonataforsegiàmorta del nuovo millennio Federviaggio che già trova in Federconsumatori uno sparring partner ideale mettendo il dito nella piaga?

    Ma l’associazionismo nel 2010 serve? Ci aiuta? Facebook ci aiuta di più?

    alex k.

    P.s.: qui la news che ha per protagonista Simone Canto

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    Federviaggio e NTV sui binari. Solo in Italia…

    luglio 15th, 2008

    Alex Kornfeind

    … si può leggere di tutto e di più, in un solo giorno, sulle newsletter di settore!

    Nasce Federviaggio e Bernabò l’ubique afferma che finalità e linee d’azione nel programma di Federviaggio si svilupperanno nella cura delle relazioni con istituzioni italiane all’estero (anche Enit e istituti di cultura). Da L’agenziadiviaggi

    Poi tanto per non smentire la notizia qui sopra, se stesso, o le buone relazioni previste dalla neo associazione ecco l’attacco, sui dati lanciati dall’ENIT, dello stesso Bernabò l’ubique al “figlio dell’imprenditore” – non l’imprenditore come afferma Maderna di Fiavet Lombardia perché essere imprenditori è cosa ben diversa e lo sappiamo sia noi agenti sia papà Marzotto – con il grido “Stiamo perdendo quota!”.Da TTG Italia

    Ma per fortuna, con gran sollievo per noi operatori, arriva subito il comandante del 7° Cavalleggeri della Tecnologia ad aiutarci tutti con l’affermazione “Portiamo la tecnologia in Federviaggio”. Da TTG Italia

    E poi scopriamo che Bruno Colombo ha l’associazionismo nel suo DNA e i pensieri chissà dove viste le preoccupazioni in Borsa! Ma senza scomodare CSI NY/Miami/Las Vegas – tanto per fare un po’ di turismo televisivo – secondo voi anche quando partecipava ASTOI l’associazionismo era nel suo DNA prima o dopo i famosi fatti dei militari nell’albergo con i mitra fra gli asciugamani e i turisti in spiaggia? Da TTG Italia

    Comunque oltre al plauso dei soliti fiavettini e fiavettosi – e qui vi scrive uno che non sa se l’associazionismo è o meno nel suo DNA ma l’ha sicuramente difeso proprio in Confcommercio quando un cretino fascistoide tentò un golpe in Fiavet Lombardia – pare che i Patti siano chiari chiarissimi mentre, dall’altra parte della barricata, una costruttice non a caso alla guida di Confindustria plaude al nuovo giocattolino di Montezemolo (sì, sì, quello che se la sbaciucchiava felice nel passaggio delle consegne… Il presidente e l’ex presidente di tutto: della Fieg che non ha firmato il contratto con i giornalisti : quello della Juve : quello della FIAT che manda di corsa Marchionne a sfasciare una Ferrari per divenire VP UBS etc. ) e del non sportivamente corretto, leale e probo Della Valle che insieme per aiutare il paese – oltre a favorire il mettere le scarpe sulle poltrone ben inteso solo se Tod’s – per aiutare l’economia nazionale hanno già fatto spesa all’estero comperando un qualcosa che sia per design, sia per innovazione, sia per meccanica sicuramente non eravamo in grado di produrre in Italia con buona pace per tutti e buon gaudio per le tasche francesi . Da TTG Italia

    Poi in chiusura di giornata l’ultimo siluro a Confindustria ad ASTOI e compagnia cantante della Patti. Da GuidaViaggi

    Che tenerezza… che bello. Imitando Lapo potrei affermare “Faccino tutti bene il loro mestiere che per me va sempre bene…”

    ;-)

    alex k. in agrodolce

    P.s.: che tenerezza già solo il giorno dopo con il punto di vista su Federviaggio da parte di Biagioli. Da L’agenzia di viaggi e anche qui oggi 17/07/2008 – 12:04 Brambilla, ‘Il turismo il nostro petrolio’ da Guida Viaggi quando di turismo e petrolio si dibatteva già sette anni fa il 05/03/2001 – leggete con attenzione non è cambiato nulla!!!!! – e il collega Severgnini alla BIT me lo ricordo bene. Dal Corriere della Sera

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    Pochi bit “1010110100011″ per una BIT in cerca di 2.0

    giugno 11th, 2008

    Ma come si fa a promuovere la BIT TV all’estero, niente meno che la BIT TV, con un sito – dove fra l’altro i contenuti e il palinsesto si svilupperanno nei prossimi mesi – che si chiama Bitchannel ovvero “puttanale” traducendo letteralmente la combinazione delle due parole?

    Un genio. Ma quanto pagano uno per avere delle idee così o per non sapere l’inglese?

    Oppure erano due in piena ubriacatura da brain – paused – storming o volutamente si cercavano i primi posti di qualsiasi motore di ricerca libero dal controllo sex and more?

    Non discuto su quel .tv che fa, già di per se, tanto secolo scorso ma l’inglese quel gran genio lo conosce?

    bitch [bltJ] s. 1 cagna; lupa; volpe femmina 2 (fig. spreg.) cagna, donna scostumata // to have a bitch about sthg., s.o., (fam.) parlare male, lamentarsi di qlco., di qlcu.

    to bitch v. intr. (fam.) lamentarsi, lagnarsi: he always bitches about his bad luck, si lamenta sempre della sua sfortuna.

    Mah… contenti loro. Pensando un po’ come Sgarbi, e un po’ come Mughini o Chiambretti – vere star di certa TV – mancano nani e ballerine e il palinsesto potrebbe esser già cosa fatta, infatti, per la Bitch siamo a posto.

    Non conosco Corrado Peraboni ma consiglierei di evitare a tutti affermazioni del tipo ” il sito si può riempire…” sostituendole magari con un più usato ma discreto ” si possono caricare … ” o per chi conosce l’inglese ” sarà possibile fare l’upload… “.

    Qui la newsletter recente sulla presentazione e se vogliamo aiutarli segnalate pure qualche altro esempio oltre a questi:

    bitv.it o .tv
    tvbit.it o .tv
    canaletvbit.it o .tv
    bit-channel.it o .tv
    tvchannelbit.it o .tv
    channeltvbit.it o .tv

    A presto e ciao.

    alex k. in versione agrodolce

    p.s.: a me piace molto tvbit “ti-voglio-bene-italia” o “ti-voglio-bene-information technology” molto sms slang…

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