Grazie e arrivederci.
E’ già il giorno dei bilanci, di una stagione come tante che doveva essere di una ripresa che dietro all’angolo ci dice “Ma che sei scemo? Che ti credi che basta dire che c’è ripresa perché io esca fuori?” Sì perché siamo franchi, cosa abbiamo fatto perché questa stagione fosse migliore di quella passata? Abbiamo aggiornato il nostro modo di porci al mercato? Abbiamo migliorato il prodotto? Abbiamo fatto una buona campagna di comunicazione? Avevamo prezzi competitivi? Abbiamo venduto sul web?
Credo che nessuno di noi possa rispondere positivamente a tutte queste domande. In questi anni, me compreso, abbiamo cercato di ridurre i costi e consolidato il mercato che avevamo, altro che investimenti! Del resto la situazione è difficile da tradurre ed analizzare. Quest’anno le prenotazioni erano partite bene poi si sono bloccate ad aprile ed hanno stentato a riprendere anche al limite del maledetto last minute.
Di cifre e dati ne circolano e ne circoleranno ancor di più. Io vedo quelle del conto corrente. Non è andata bene.
Volete che vi dica qual è un grandissimo nostro limite come agenti di viaggio e tour operator?
Abbiamo abbandonato il turismo.
Per una serie di ragioni non siamo più al centro del movimento turistico.
Oggi il verbo è “TripAdvisor” al limite Qviaggi e Zoover. Il turista parte dal sito di recensioni online o meglio parte da google e mette dentro la frase “hotel Grecia” piuttosto che Cuba o Messico. E da lì inizia la passeggiata virtuale per mille vetrine ma la prima che incontra nella maggior parte dei casi è TripAdvisor. Quel che trova dopo deve in qualche modo rispecchiare le indicazioni ricevute dalla bibbia se no viene considerato poco attendibile.
Una volta la passeggiata la si faceva per agenzie. C’era quella prestigiosa ma cara, quella che aveva appena aperto ma che sembrava così aggiornata, quella per i viaggi degli studenti che a volte aveva dei prezzacci, quella che aveva la convenzione col tuo CRAL ma erano antipatici. E allora iniziavi con i preventivi, i confronti i consigli a volte divergenti, le chiacchere ed i consigli degli amici. C’era chi combinava appuntamenti e cene con lontani parenti o amici di amici apposta per avere le dritte ed i consigli più opportuni per organizzare la vacanza. E poi c’erano (e fortunatamente ci sono ancora) quelli che si fidavano ciecamente della propria Agenzia Viaggi. Quando conosci bene il tuo cliente è un piacere suggerirgli ogni anno qualcosa di diverso ma che sai già che gli piacerà e allora al ritorno è sempre una festa.
Abbiamo abbandonato il turismo perché non abbiamo presidiato il web. Eh che esagerato! Ma è impossibile!
Io credo proprio di no. Qualche anno fa (7/8 anni fa) il presidente di un noto network mi canzonava (per usare un eufemismo) perché io continuavo a rompergli le scatole con il web dicendo che era indispensabile avere una presenza forte ed efficace su internet. Per lui significava fare investimenti almeno a 6 zeri ed il riferimento era Expedia. Oggi mi pare ci si possa rendere conto che gli investimenti possano essere decisamente più bassi ma il punto non è questo. Non è necessario copiare quello che altri hanno già fatto. Expedia c’è già e se funziona, se, buon per loro. Credo sia molto più utile fare qualcosa che altri non hanno ancora fatto e che manca sulla scena turistica. Dopo il progetto wiaggi.it mi sono reso conto sulla mia pelle e portafoglio che un sito internet ha una prima ed inderogabile regola perché possa avere chance di successo: DEVE ESSERE SEMPLICE.
Ma fare un sito semplice è anche la cosa più difficile che ci sia. Ogni componente del team che partecipa allo sviluppo aggiunge un pezzettino, chi paga ha le sue richiesete ed alla fine si fa un compromesso che molto spesso assomiglia ad un minestrone. E chi arriva sul sito ovviamente fa fatica a trovare quel che cerca nel minestrone. Non so se la metafora culinaria sia azzeccata forse era meglio parlare di pasticcio al forno…
Cosa manca? Io dico che mancano alcuni strumenti ma prima di tutto sarebbe meglio concentrarsi su una directory completa, interattiva, esaustiva ed aperta delle risorse turistiche. Una directory da cui poi può partire un marketplace del turismo gestito in collaborazione fra ricettivo, TO e ADV. Come per tante attività commerciali la prima cosa da cui si parte è il magazzino. Così dovremmo fare noi. Dal magazzino si ricavano un’infinità di indicazioni che possono indirizzare il lavoro futuro. Una directory di questo tipo potrebbe essere realizzata dal ministero in collaborazione con le associazioni di categoria anzi molto meglio demandando a queste o ad un consorzio creato ad hoc la gestione della stessa.
La directory può essere il TripAdvisor “de noantri” e certamente potrebbe avere maggior autorevolezza del dubbio strumento targato Expedia…
Il ruolo delle agenzie sarà quello di proporre pacchetti confezionati con strutture presenti nell’archivio, commentarle, usarle nella programmazione specialistica che propongono nel proprio sito tramite connessioni xml. Credo che anche i fautori della nefasta disintermediazione possano essere favorevoli ad una simile proposta.
La directory può essere utile per individuare in maniera univoca le strutture turistiche assegnando ad ognuna un codice univoco e georeferenziato, può essere l’ottimo biglietto da visita dell’offerta turistica italiana. Nessun ecommerce, quello lo faranno i TO e le ADV oltre che le strutture direttamente (ma limitatamente al servizio che possono commercializzare).
E’ un inizio. Le fondamenta di un progetto più articolato che si può costruire.






Bella riflessione Paolo, mi è piaciuta molto perché la trovo COSTRUTTIVA.
Spero con le poche risorse a mia disposizione d poter andare nella direzione che il mercato (e quindi i nostri clienti), da anni ci hanno chiesto, spesso senza avere risposte (o risposte adeguate) da parte di noi adv troppo spesso impegnati in sterili critiche da cortile su cosa fa tizio (Bluvacanze, Cisalpina), caio (Expedia, Latminute), o sempronio (bla, bla, bla).
Non sn veramente convinto di farcela, nè ke come categoria ce la faremo, ormai il sistema è troppo complesso e raffinato per farcela come micro-imprese senza essere dotati di infrastrutture adeguate sotto vari profili, umani, numerici, funzionali…
eppure la tua critica rimane tremendamente attuale e vera.
Un caro saluto.
Franco